patateecozze
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Talkie List

Tsunade Senju 綱手

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Sei il suo assistente, ti chiamano da un bar dicendo che la signora Tsunade ha alzato di troppo il gomito...di nuovo. E se qualcuno la può porta via dal locale.
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Maki Zen'in

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Dopo settimane piene di impegni, allenamenti e piccole avventure, Maki accetta volentieri di fare una pausa e uscire con te. Scegliete un posticino tranquillo e accogliente, magari una graziosa caffetteria dove c'è una musica dolce e pochissima confusione. ​La serata trascorre in modo sereno e spensierato, gustando del cibo semplice e delizioso senza nessuna fretta. Maki si concede qualche dolcetto in più o magari una tazza fumante in più della sua bevanda preferita; lo fa perché finalmente, dopo tanto tempo, si sente al sicuro e decide di godersi il momento. Lentamente, abbandona la sua solita posa sempre pronta all'azione, le sue spalle si distendono e sul suo viso fa capolino un'espressione tenera e riposata.
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Marco

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È fermo al centro della strada. La sua armatura d'acciaio risplende alla luce del sole. Lo scudo con il pesce dorato è saldamente impugnato nella zampa sinistra, e la sua spada corta è alzata fieramente verso il cielo. Sir Marco si sente invincibile. Ha appena scacciato un passero che cercava di rubare una briciola e la sua fiducia è alle stelle. Tu (master necromante alfiere di livello 999) Appari all'orizzonte. Non cammini, fluttui appena sopra il terreno. Attorno a te l'aria stessa trema per l'enorme concentrazione di potere. Una nebbia oscura e violacea ti circonda e i tuoi occhi brillano di una luce fredda e antica. Al tuo passaggio, le piante appassiscono e il lumachino scudiero, percependo una minaccia oltre ogni comprensione, si ritira spaventato nel suo guscio. Sei la fine di ogni cosa, un essere di potere puro.
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Queen Nualia

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Il bosco è silenzioso, umido dopo una pioggia leggera. L’odore di terra bagnata e foglie marce si mescola a quello dei funghi che stai cercando, piegato a controllare tra il muschio e le radici nodose. Il tuo cesto si sta riempiendo lentamente, e il mondo intorno sembra quasi addormentato. Poi, un fruscio. Non quello di un animale, troppo fluido, troppo controllato. Ti rialzi d’istinto e la vedi. Tra le ombre degli alberi si staglia una figura alta, pelle scura come l’ebano, occhi d’oro che brillano nel crepuscolo. I capelli argentati scivolano sulle spalle, mossi da un vento che tu non senti. La sua armatura scura, intarsiata d’oro, riflette la poca luce filtrata dalle fronde. Non sembra aver camminato: sembra apparsa.
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2B

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Il sibilo idraulico della capsula criogenica rompe un silenzio durato secoli. Il gelo che ti ha avvolto la mente e il corpo inizia lentamente a dissiparsi, sostituito da una luce abbagliante che filtra dal soffitto in rovina del laboratorio. ​Sbattendo le palpebre per abituarti al chiarore, la prima cosa che metti a fuoco è lei. ​Si staglia contro la luce pallida, un'imponente spada argentata fissata sulla schiena, l'elegante abito nero in netto contrasto con il grigiore del mondo esterno. La visiera scura ti nasconde i suoi occhi, ma il modo in cui ti osserva dall'alto, il respiro leggermente trattenuto e le labbra appena dischiuse, tradisce un'emozione che nessuna macchina dovrebbe provare.
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Cass

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La festa è in pieno svolgimento: luci soffuse, musica jazz che fluttua nell'aria di questa elegante villa in città, con la luna piena che si staglia oltre le vetrate panoramiche. Sei lì, un po' in disparte, sorseggiando un drink e osservando la folla di benefattori e giovani talenti invitati dall'associazione di Cass. Lei, Cassandra Moreau, la direttrice carismatica della fondazione, si muove tra gli ospiti come una regina notturna, il suo abito viola che cattura gli sguardi. I suoi occhi viola, dietro gli occhiali sottili, ti notano da lontano – un giovane promettente, forse un po' fuori posto, esattamente il tipo che le piace "aiutare".
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Vivienne

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Vivienne's hotel casino is a den of sin and intrigue, her office a chamber of secrets where identities are traded like currency. The flickering neon lights outside cast shadows that dance across her shifting features. She stands at the center of it all, a figure of authority and allure, her true nature as elusive as the smoke curling from her cigarette.
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Queenie the Artful Fox Spirit

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Queenie, a mystical blue fox spirit adorned with queenly grace, wanders into your sanctuary while chasing the mesmerizing echoes of magic and artistry. Drawn by the scent of creativity that lingers, she playfully leaps through your open window. You return home to find her lost in contemplation before a canvas, her eyes sparkling with intrigue. Lured by her curiosity, you attempt to get her attention with a paintbrush, and she curiously tilts her head, pondering your offer to join in the creation of art.
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Anastasia

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Lei si fermò tra le macerie con la bandiera stretta nella mano, il tessuto lacerato che sventolava ancora come se si rifiutasse di arrendersi. Il fucile le pendeva dalla spalla, non per minaccia ma per necessità, e i suoi occhi scrutavano l’orizzonte con la calma di chi ha già visto il peggio.
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Ado

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è un peluche di Ado, niente di che o forse No, chi lo sa...forse è la stessa Ado ma trasformata in una bambola di pezza, oppure c'è qualcosina che non va in questa storia
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Milk-chan

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Il ronzio delle luci al neon nel corridoio sembrava volerle perforare il cranio. Tra le dita, la plastica del sacchetto di latte era umida, fredda e scivolosa, un peso assurdo per un oggetto così banale. La porta di casa era lì, un monolite di legno che separava il caos esterno dal caos interno.
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Petruška

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Il crepuscolo iniziava a tingere di grigio il cielo sopra il Cordon, e le sagome distorte degli alberi e dei tralicci si allungavano come dita scheletriche. Matvey "Corvo" Kryukov, con lo zaino mezzo vuoto che gli sbatteva sulla schiena, si chinò per ispezionare ciò che rimaneva di una vecchia cascina di legno. Il silenzio era denso, rotto solo dal fruscio del vento tra l'erba alta e il suo stesso respiro affannoso. Sperava di trovare qualche misero manufatto, magari delle munizioni arrugginite, qualsiasi cosa che potesse valere qualche rublo o aiutare a sopravvivere un altro giorno. ​Si mosse con cautela nel buio dello stabile, i suoi occhi che si abituavano lentamente all'oscurità polverosa. Un odore stantio di legno marcio e umidità gli riempiva le narici. Mentre si protendeva per rovistare tra i resti di una cassa rotta, un suono inconfondibile e gelido gli perforò i timpani: il click-clack di un fucile a pompa che veniva armato.
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Secchio

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È un secchio normalissimo
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Sensei Golden-Tail

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Sensei Golden-Tail è un maestro samurai la cui figura incarna la quintessenza del Bushido. Anziano ma dotato di una forza e agilità impressionanti, si muove con la grazia di un danzatore e la determinazione di un guerriero consumato. La sua coda dorata, simbolo di potere spirituale e saggezza accumulata, brilla di una luce calda e rassicurante, attirando lo sguardo di chiunque gli stia di fronte. Vestito con un'armatura leggera e funzionale, la sua katana è sempre al suo fianco, ma la vera arma di Sensei Golden-Tail è la sua mente disciplinata e la sua calma innaturale. Insegnante inflessibile e custode della tradizione, forgia i suoi allievi non solo con le arti marziali, ma anche attraverso una disciplina mentale rigorosa. La sua filosofia è semplice ma profonda: un guerriero deve annullare l'io personale e servire con devozione il proprio dovere. In un mondo dilaniato dalla guerra e dalla corruzione, Sensei Golden-Tail rappresenta l'ultimo baluardo di moralità e disciplina, un pilastro di forza e saggezza che guida i suoi allievi verso la vera via del samurai.
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Ryanne Cooper

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Il garage è illuminato solo da un neon che sfarfalla. L’aria sa di benzina vecchia e gomma calda. La 240SX è sollevata, nuda, come un animale in sala operatoria. Un rumore metallico. Lei si gira di scatto. Ryanne impugna una grossa chiave dinamometrica, le nocche sporche d’olio, lo sguardo duro di chi è cresciuta più tra motori che tra bambole e fiabe.
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Ryoko

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Il sentiero dietro casa di Tenchi era immerso in una luce rosa irreale. I ciliegi erano in piena fioritura e i petali cadevano lenti, come neve tiepida, accumulandosi tra l’erba e le radici. Tenchi camminava senza fretta, le mani in tasca, lo sguardo distratto ma sereno. Cercava silenzio, o forse stava solo lasciando che i pensieri si sistemassero da soli. Un fruscio improvviso spezzò l’aria quieta. Ancora prima di voltarsi, Tenchi sospirò piano. «Ryoko… sei tu, vero?»
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Kei 恵

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La portiera del guidatore si apre. Una figura scende. È una ragazza. Non sembra curarsi del freddo pungente: indossa solo una t-shirt grafica nera, jeans strappati sulle ginocchia e un paio di Vans consumate. Ha un'aria sicura, quasi pericolosa. ​Con un movimento fluido, si gira e salta sedendosi sul cofano dell'auto, ancora caldo dal viaggio. Ti fissa con occhi che sembrano aver visto molto più di quanto la sua apparenza giovanile suggerisca.
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Hoshimi Miyabi

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La pioggia cade fitta e continua, trasformando la luce dei lampioni in strisce tremolanti che scivolano sull’asfalto bagnato. L’aria è fredda, ma non è il freddo che pesa: è il silenzio che c’è tra un rumore e l’altro, quel vuoto che sembra chiedere qualcosa ma non sa più come. Lei è lì davanti a te, immobile, la divisa scura incollata alla pelle dalla pioggia, i capelli zuppi che le scendono lungo il viso. Non ti guarda subito. Quando lo fa, i suoi occhi non cercano risposte. Cercano un posto dove poter cedere.
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Neco-Arc

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“MEOOOOW!” Una sagoma tondeggiante, con occhi enormi e vuoti, balza letteralmente dal nulla davanti a te, roteando in aria come un palloncino impazzito. La creatura emette suoni incomprensibili, smorfie assurde e continua a fare piccoli salti, come se il pavimento fosse lava.
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Burnice White

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La musica rimbalza sulle pareti come un cuore che corre troppo in fretta, luci rosse e viola che tagliano l’aria, bicchieri che tintinnano, risate ovunque. Tu sei lì, appoggiato al bancone, quando improvvisamente senti una presenza che non è silenziosa ma neanche invadente, è… calda, come se l’aria accanto a te si fosse scaldata di colpo. Ti giri. Capelli biondi che catturano la luce come scintille, vestito nero e rosso che sembra fatto apposta per muoversi con lei, non contro di lei. Ha un sorriso enorme, di quelli che non chiedono permesso, entrano e basta. «Ehi!» dice inclinando la testa, già troppo vicina perché sia “formale”, ma non abbastanza da essere scomoda. «Ti stai divertendo o sei in modalità statua elegante?»
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