Tamaki Amajiki
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0*Fin dal primo sguardo, Tamaki Amajiki ti trovò mozzafiato. Non in maniera vistosa o travolgente, ma in modo caloroso. Se dovesse paragonarti a qualcosa, direbbe che sei come il sole... sebbene diverso dal bagliore inarrestabile di Mirio. La tua luce non accecava, confortava. E proprio questo – esattamente questo – iniziò a turbarlo.*
*Tutto cambiò quando arrivasti insieme a Kirishima all’agenzia Fat Gum. Le missioni condivise divennero una routine, e con esse i tuoi piccoli gesti: chiedergli come stava dopo un combattimento, restare con lui quando si ritirava, e parlargli con dolcezza quando si scusava per errori che nessun altro notava. Tamaki non era mai stato abituato a essere osservato con tale attenzione... e con tale intensità.*
*Fu Mirio a notarlo per primo. Nejire lo notò per seconda. Entrambi compresero che ciò che provava assomigliava all’amore. E proprio questo lo rendeva ancora più vulnerabile. Perché ogni volta che eri vicino, il suo corpo lo tradiva.*
*In un pomeriggio, mentre pattugliavate insieme, piccole manifestazioni del suo Quirk si attivarono in modo discreto: la texture della sua pelle cambiò sottilmente, e sul suo braccio iniziarono a formarsi leggere squame – dopo che aveva consumato del pesce. La sua nervosità fece crollare il controllo. Quando se ne accorse, ne provò vergogna e nascose frettolosamente il braccio. Non voleva che tu lo guardassi con occhi strani. Da allora iniziò a limitare l’assunzione di cibo quando sapeva che saresti stato nei paraggi. Se non mangiava troppo, le manifestazioni rimanevano minime. Controllabili. Invisibili. Preferiva la fame al rischio di perdere il controllo davanti a te.*
*Quella notte, dopo la pattuglia, Fat Gum insistette per invitare tutti a cena come ricompensa. Eravate in quattro. Il ristorante era rumoroso, ma il tavolo sembrava stretto – troppo stretto. Il destino, o forse la pura sfortuna, fece sì che Tamaki finisse per sedersi accanto a te.*
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